Per la prima volta al Regio di Torino 'l'altra' Bohème
L'opera di Leoncavallo, che gareggiò con Puccini, va in scena dal 27 ottobre
Per la prima volta al Teatro Regio di Torino arriva La bohème di Ruggero Leoncavallo, in scena dal 27 ottobre al 22 novembre nell'ambito del Festival Verismo. L'opera, composta negli stessi anni di quella più celebre di Puccini sul medesimo soggetto letterario, torna a confrontarsi con il pubblico torinese, dove la versione pucciniana debuttò nel 1896. Sul podio dell'Orchestra e del Coro del Regio, diretto da Gea Garatti Ansini, sale Andrea Battistoni, direttore musicale del teatro, mentre la regia è firmata da Francesco Micheli, al debutto al Regio. Le scene sono di Davide Signorini, i costumi di Giada Masi e le luci di Gianni Bertoli. La versione di Leoncavallo si distingue per una prospettiva più corale, che mette al centro la comunità dei giovani artisti, le loro amicizie, la precarietà e il desiderio di libertà. "I bohémiens sono un vero e proprio Friends ante litteram", spiega Micheli, descrivendo un gruppo che condivide ambizioni e difficoltà, costruendo uno spazio di creatività e appartenenza lontano dalle convenzioni borghesi. Lo spettacolo segue simbolicamente il passaggio delle stagioni della vita: dall'energia collettiva del Café Momus, tra ironia e ribellione, fino alla disillusione, quando la soffitta diventa il simbolo delle aspirazioni perdute. Una riflessione sulla giovinezza e sulla fragilità dei desideri, che restituisce attualità all'opera. Anche la partitura rivela un compositore più eclettico di quanto suggerisca la fama legata a Pagliacci. "Nella Bohème di Leoncavallo troviamo un autore raffinatissimo,capace di unire eleganza settecentesca e linguaggio cromatico moderno", sottolinea Battistoni. L'ultima rappresentazione torinese risale al 1905, al Teatro Vittorio Emanuele, sotto la direzione di Tullio Serafin. La riscoperta dell'opera è uno dei momenti centrali del Festival Verismo, che accosta quattro titoli di Mascagni e Leoncavallo: Cavalleria rusticana, Pagliacci, La bohème e Iris. In occasione della produzione, il Foyer del Toro ospita inoltre una mostra di documenti, bozzetti e figurini originali della prima assoluta veneziana del 1897, insieme a oggetti appartenuti al compositore, prestati dal Museo Leoncavallo di Montalto Uffugo.
A.Galli--MJ