Monaco Journal - Formazione musicale integrale al Cpm di Franco Mussida, sperimentata in carcere

Formazione musicale integrale al Cpm di Franco Mussida, sperimentata in carcere
Formazione musicale integrale al Cpm di Franco Mussida, sperimentata in carcere

Formazione musicale integrale al Cpm di Franco Mussida, sperimentata in carcere

Per detenuto ha rappresentato "una fuga dalle sbarre e sentirsi una persona"

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Espressività, consapevolezza, studio degli effetti emotivi e immaginari, analisi degli strumenti e dei linguaggi: è, in sintesi, il caleidoscopio o forse l'ologramma in cui Franco Mussida - 79 anni che sembrano almeno dieci di meno dopo una vita fra composizione, chitarra e cantautorato, storico fondatore della Pfm - rappresenta la sua ultima proposta, la Formazione musicale integrale (Fmi). Il progetto "Sento dunque Suono" che è, secondo quanto spiegato, un punto di svolta e più in generale un cambio di paradigma affianca da ottobre i programmi del Cpm music institute di Milano creato dall'artista che ne è il presidente. Tra gli strumenti e le metodologie didattiche a disposizione dei circa 700 studenti e 120 insegnanti: audioteche di musica strumentale di generi e stili diversi, organizzate in 9 "famiglie emotive" e 27 stati d'animo, per una pratica di ascolto più lucida e consapevole della relazione tra musica ed emozioni; supporti innovativi per lo studio della lettura musicale attraverso Iper Read, una tecnologia "esclusiva" sviluppata dalla scuola; metodologie innovative, tra cui giochi per affrontare lo studio di Teoria e Armonia. E ancora app e tecniche realizzate per l'intonazione dei cantanti e lo sviluppo della propria musicalità; testi e pubblicazioni speciali per aiutare gli studenti a nominare gli effetti dell'esperienza emotiva legata a ogni genere di musica e Test Temperamentale per favorire una maggiore conoscenza della propria identità emotiva in relazione al rapporto individuale con la musica. La Fmi - ha detto Mussida in un incontro - nasce dall'esperienza maturata dal valore sociale ed educativo della musica, tra cui il Progetto CO2 "Controllare l'odio" portato in comunità come San Patrignano e in un'ampia rete di istituti di pena italiani, tra cui San Vittore, Rebibbia e Secondigliano. Proprio in quest'ultimo un detenuto, camorrista, - ha sottolineato il musicista - ha detto che per lui "CO2 ha rappresentato una fuga dal carcere" e che "mentre sentire un cd in cella lo infastidisce con CO2 si sente una persona".

S.Martin--MJ