Monaco Journal - E' stata un flop la stima fatta nel 1960 sulla crescita record della popolazione

E' stata un flop la stima fatta nel 1960 sulla crescita record della popolazione
E' stata un flop la stima fatta nel 1960 sulla crescita record della popolazione

E' stata un flop la stima fatta nel 1960 sulla crescita record della popolazione

Studio, era basata su baby boom. Oggi prevederebbe estinzione nel 3108

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Le stime sulla crescita della popolazione fatte nel 1960, che per il 13 novembre 2026 prevedeva un numero 'infinito' portando a quello che era stato definito il Giorno del Giudizio, è stata smentita dai fatti: lo ha voluto ricordare sulla rivista Science Javier Birchenall, dell'Università della California a Santa Barbara, per sottolineare il rischio di trattare le tendenze storiche come delle vere e proprie leggi. Usando gli stessi modelli, sottolinea l'articolo, e osservando la bassa natalità del Giappone, l'umanità si estinguerebbe martedì 5 maggio 3108. Nel pieno del boom delle nascite, il cosiddetto babyboom del secondo dopoguerra, vennero prodotte una serie di stime sul futuro della popolazione umana, fino ad ipotizzare - come fece lo studio di Heinz von Foster nel 1960 - una crescita di fatto infinita che avrebbe saturato il pianeta proprio nel 2026. Previsioni poi smentite dalle evidenze: "Visti a posteriori, alcuni modelli matematici potrebbero far pensare che siano inutili ma non è così", ha commentato all'ANSA Roberto Natalini, direttore dell'Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Proprio in quest'ottica l'articolo di Birchenall evidenzia da un lato i rischi nel trattare tendenze storiche in andamenti immutabili dall'altro sottolinea come le condizioni possono cambiare notevolmente e di quanto possano essere influenzate proprio dai modelli. "Tutti i modelli matematici rispondono a certe ipotesi. Se le ipotesi cambiano cambia il risultato", e funzionano come una sorta di grido di allarme che aiuta il decisore politico a comprendere i rischi. Esempio ne sono state le politiche sulla natalità adottate in Cina oppure, ha sottolineato Natalini, "le restrizioni sanitarie e contenitive durante la pandemia da Covid-19 per prevenire il collasso delle terapie intensive".

C.Gatti--MJ