Il noto oppositore Said Saadi torna in Algeria dopo sette anni
L'ex leader dell'Rcd rientra dalla Francia, trascorsi a scrivere le sue memorie
Il noto oppositore algerino Said Saadi è rientrato in Algeria dopo sette anni di autoesilio in Francia, trascorsi a scrivere le sue memorie politiche, la cui pubblicazione è prevista in cinque volumi. Accolto all'aeroporto di Algeri da sostenitori ed ex militanti del Rassemblement pour la culture et la démocratie (Rcd), si è poi recato nel suo villaggio natale di Aghrib, nella provincia di Tizi Ouzou, in Cabilia, dove gli abitanti gli hanno riservato un'accoglienza popolare. Saadi aveva lasciato il Paese nel 2019, durante il movimento di protesta Hirak, stabilendosi a Parigi, da dove ha continuato a esprimere posizioni critiche nei confronti delle autorità algerine e del presidente Abdelmadjid Tebboune, soprattutto sui temi delle libertà e della democrazia. Protagonista della scena politica algerina dalla fine degli anni Ottanta, fondatore dell'Rcd e due volte candidato alle elezioni presidenziali, nel 1995 e nel 2004, Saadi aveva lasciato la guida del partito nel 2012. Tra le figure più note dell'opposizione algerina, Saadi guidò nel 2011, sulla scia della Primavera araba, una serie di manifestazioni organizzate ogni sabato ad Algeri per chiedere riforme democratiche. Le iniziative, tuttavia, non riuscirono a trasformarsi in un movimento di massa. Saadi è inoltre noto per le sue posizioni critiche nei confronti dell'islam politico e per la difesa del ruolo della lingua francese nella vita pubblica algerina. Nel suo primo intervento dopo il rientro ad Aghrib, ha affermato di aver voluto tramandare senza "distorsioni" il percorso della sua generazione, sostenendo di aver dedicato sette anni alla stesura delle memorie e denunciando quella che ha definito la "falsificazione della storia" come uno dei problemi più gravi dell'Algeria. Non è noto se il suo ritorno preluda a una ripresa dell'attività politica.
V.Bellini--MJ