Ritorno sulla Luna, l'Italia tra i Paesi più coinvolti
Il settore entro il 2040 potrebbe valere 142 miliardi di euro
Dopo gli Stati Uniti, l'Italia è tra i Paesi più coinvolti nel ritorno sulla Luna, un settore che entro il 2040 potrebbe valere 142 miliardi di euro. Grazie all'esperienza sviluppata con l'Asi e aziende come Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio, il Paese è protagonista del programma Artemis della Nasa e dei progetti dell'Esa. Numerosi i contratti già assegnati a Leonardo con le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space - è stato ricordato nell'incontro a Torino 'Da Apollo ad Artemis II, verso nuove impronte sulla luna' - per progettare e sviluppare tecnologie al servizio dell'ambizioso programma Artemis. Infrastrutture orbitanti, moduli abitativi, robotica, sistemi di navigazione e comunicazione, cloud e data center spaziali: Leonardo è impegnata nello sviluppo dell'ecosistema necessario per la presenza sostenibile e continuativa degli astronauti in orbita bassa terrestre e sulla Luna. E si tratta solo del primo passo, la Luna presto si trasformerà in un laboratorio di scienza, sopravvivenza e allenamento per raggiungere la tappa successiva ancora più ambiziosa, Marte. Ormai la Luna è sempre più vicina. Secondo il programma Artemis nel 2028 potremo assistere al nuovo sbarco del prossimo astronauta sul suolo selenico. Ma per costruire un vero e proprio villaggio, servirà creare un vero e proprio sistema di infrastrutture e servizi a supporto delle attività sul satellite naturale. Lo studio e la realizzazione di queste tecnologie è già in corso e molte di queste sono progettate da ingegneri ed esperti in Italia. A Torino nasceranno il modulo abitativo lunare Mph e il lander europeo Argonaut, mentre Leonardo sviluppa trivelle robotiche, strumenti scientifici e sistemi di telecomunicazione come Moonlight, la futura rete satellitare lunare europea. Anche il veicolo Orion, che porterà gli astronauti verso la Luna, utilizza tecnologie italiane. L'obiettivo è costruire infrastrutture permanenti per supportare la presenza umana sulla Luna e preparare le future missioni verso Marte.
S.Martin--MJ